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COME FUNZIONA UNA STAMPANTE DIGITALE A SUBLIMAZIONE

04/02/2020

Le tecnologie di stampa digitale di grande formato sono da oltre trent’anni al servizio di più mercati. Sono nate per l’industria della grafica e della comunicazione visiva. Nel corso del tempo, grazie all’evoluzione degli inchiostri e delle performance, hanno raggiunto anche l’industria tessile. I plotter di grande formato hanno presto fatto breccia nel mercato delle bandiere e dei banner in tessuto, per poi raggiungere la moda e il fashion più spinto.

 


Questo è stato possibile grazie a due tecnologie:

  • teste di stampa con tecnologia piezoelettrica
  • inchiostri sublimatici dalle formulazioni speciali, con coloranti nanodispersi.

La stampa sublimatica è oggi particolarmente richiesta perché oggi sono presenti sul mercato tessuti ricchi di poliestere ma molto simili al tatto a fibre naturali, più complesse da stampare. L’inchiostro sublimatico, infatti, ben si lega al tessuto in poliestere, puro o con percentuali non inferiori al 40% (misto-poliestere).

 

Perché si chiama “stampa sublimatica” o “stampa a sublimazione”? Definizione

Cominciamo dalle basi. Si chiama “stampa sublimatica” o “stampa a sublimazione” perché gli inchiostri si fissano al tessuto in poliestere attraverso un processo di sublimazione. La sublimazione è il passaggio di un materiale solido direttamente allo stato gassoso, senza passare dallo stato liquido.

 

Come funzionano gli inchiostri a sublimazione?

Gli inchiostri a sublimazione, o inchiostri sublimatici, sono un tipo di inchiostri “dispersi”. Significa che chimicamente si legano al poliestere. Vengono usati nelle stampanti inkjet a sublimazione.

Mediante l’applicazione di calore e pressione passano dallo stato solido a quello gassoso per poi tornare allo stato solido sul tessuto di poliestere. Questo particolare processo serve mantenere il colorante sublimatico all’interno della fibra del tessuto, dove viene fissato mediante calore e pressione. Il calore e la pressione vengono esercitati da una calandra o una pressa a caldo (termopressa).

Gli inchiostri sublimatici sono inchiostri “vivi”, nel senso che contengono al loro interno componenti che tendono a ossidare e “degradarsi” rapidamente se esposte alla luce, all’aria e a sbalzi termici. Questo può provocare formazioni fungine nell’idraulica delle stampanti. Queste caratteristiche hanno reso questa tecnologia appannaggio unicamente di plotter equipaggiati con teste inkjet piezoelettriche. Infatti, le teste termiche per come sono concepite oggi provocherebbero “l’auto sublimazione” dell’inchiostro prima ancora che venga spruzzato.

 

Come avviene la stampa a sublimazione termica?

La stampa sublimatica su tessuto in poliestere può avvenire in due modalità:

  • stampa sublimatica diretta sul tessuto, con successivo termofissaggio dell’inchiostro in calandra o pressa a caldo
  • stampa sublimatica indiretta, mediante la stampa su una speciale carta progettata per il trasferimento dell’inchiostro sul tessuto attraverso una calandra o pressa a caldo (carta transfer).

Come puoi notare, tutti questi procedimenti avvengono a caldo. Di fatto la stampa con inchiostro sublimatico digitale prevede l’ausilio di calore e pressione per poter essere trasferita e mantenuta nella fibra del tessuto. Pressione e calore sono generati dalla calandra o dalla termopressa.

Ciascuno dei due metodi di produzione ha pro e contro. In generale la stampa digitale tessile sublimatica ben si applica ad entrambi i casi.

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